Come il vostro dentista deve valutare e trattare un caso di “Piorrea”
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Pubblicato in Salute e Benessere
Nel caso di un paziente affetto da Malattia Parodontale diffusa o più semplicemente da “Piorrea”, la difficoltà’ maggiore, nel caso di una riabilitazione protesica, è la realizzazione di un Piano di Trattamento che abbia lo scopo di valutare il livello di prognosi e mantenimento dei denti che fungeranno da pilastri protesici.
Il vostro odontoiatra, effettuerà una scelta terapeutica o un’altra in base alla posizione dei denti, alle loro caratteristiche strutturali, ed alla qualità del tessuto gengivale, rendendovi partecipe mediante la spiegazione di una scala di rischio che motiverà le sue scelte:
•Prognosi buona: Controllo dei fattori eziologici e tessuti parodontali ottimi
•Prognosi discreta: Perdita di attacco delle fibre connettivali del 25%, forcazioni di I Classe mantenibili dal paziente
•Prognosi scarsa: Perdita di attacco delle fibre connettivali del 50%, forcazioni di II Classe, forcazioni di I Classe
•Prognosi dubbia: Perdita di attacco delle fibre connettivali > 50%, forma radicolare inadeguata, forcazioni di II Classe, mobilità elevata, sussultoria ed oscillatoria
•Prognosi negativa: Attacco delle fibre connettivali inadeguato; consigliata estrazione del dente.
Così la prognosi è considerata “favorevole “ per i denti in cui, l’insieme dei fattori locali e sistemici, può essere quantificato, ed il livello parodontale del paziente può essere mantenuto in buone condizioni mediante un trattamento parodontale mirato.
Nel qual caso i fattori della malattia parodontale, locali e sistemici, possono o non possono essere controllati, i denti vengono considerati con prognosi “dubbia”.
Per denti con una prognosi “sfavorevole”, i fattori della malattia parodontale, locali e sistemici, non possono essere controllati, anche in seguito ad una trattamento parodontale.
Per ultima si ha una prognosi “senza speranza”, per la quale è indicata l’estrazione.
Guardiamo, ora nello specifico, uno per uno i Fattori di prognosi indicativi per l’odontoiatra e che possono guidare il paziente a comprendere meglio la prognosi:

Si rileva che la perdita di attacco connettivale, ovvero di unione dente-gengiva, la profondità di sondaggio della tasca parodontale, il rapporto corona-radice, e la percentuale di perdita ossea, sono i fattori più importanti nella determinazione di perdita di denti.
Conclusioni
E’ ragionevole cercare di predire una prognosi a lungo termine, ma spesso è necessaria una rivalutazione in caso di tempo prolungato. Quindi, dopo ciascuna rivalutazione del paziente, si deve procedere nuovamente con una prognosi.

Scritto da:
Dott Stefano Montironi
il 30 giugno 2011










