Integrazione con Fluoro? Quanto e quando per la salute orale dei vostri piccoli.
5 luglio 2011 | Scritto da Dott Stefano Montironi |
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Pubblicato in Salute e Benessere
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Il fluoro, è un elemento minerale che si trova diffuso in natura. Lo troviamo nell’acqua, combinato negli alimenti, e nei paesi industrializzati lo si trova nei prodotti per l’igiene orale. E’ un oligoelementi estremamente utile ed importante fin dalla tenera età in quanto, preso nelle dosi opportune e nel momento adeguato della crescita, intercorre con la maturazione delle ossa, ma soprattutto interagisce nella formazione dell’organo dello smalto dei denti permanenti.Secondo i più recenti dati epidemiologici, in Italia i bambini sono da considerarsi ancora dei soggetti a rischio di carie, e per questo le Linee Guida Nazionali per la “Promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”, nella loro sezione dedicata al fluoro, danno una indicazione riguardo quali dosi devono essere prescritte, ed assunte per ciascuna fascia d’età.
Un individuo adulto introduce Fluoro in concentrazioni sufficienti a garantire la protezione dalle carie dentali per il proprio bisogno mediante il dentifricio e gli alimenti della dieta giornaliera; i bambini, al contrario, necessitano di una integrazione mirata fin dalla nascita di questo oligoelemento come indicano le Linee Guida Ministeriali più recenti, pubblicate nel 2008:
• Dall’età di 6 mesi fino a 3 anni tutti i bambini dovrebbero ricevere 0,25 mg di fluoro in gocce al giorno, mentre non dovrebbero utilizzare il dentifricio: si ritiene infatti che a questa età il piccolo ingerirebbe una quantità eccessiva e non quantificabile di dentifricio perché non è ancora in gradi di espellerlo completamente.
• Per la fascia d’età tra 3 e 6 anni si indica come ottimale l’assunzione di 0,50 mg di fluoro in gocce e l’utilizzo di un dentifricio a basso contenuto di fluoro; noi diciamo che lo spazzolino dovrebbe essere solo sporcato dal dentifricio dal momento che la dose consigliata a ogni lavaggio è molto piccola.
• Dai 6 anni in avanti, se il bambino non è un soggetto a rischio carie, le Linee Guida indicano che è possibile interrompere l’integrazione e utilizzare per l’igiene orale quotidiana un dentifricio per adulti con un contenuto di fluoro di circa 1500 ppm..
Quello che ci poniamo come interrogativo, è sapere se il livello di assunzione di fluoro, normalmente addizionato agli alimenti ed all’acqua potabile, sia sufficiente per coprire il bisogno integrativo di questo oligoelementi; oppure è necessario introdurlo nella dieta sotto prescrizione del pediatra e del dentista.
Il fluoro che normalmente i bambini assumono dall’acqua e dal cibo in Italia, non solo non raggiunge i limiti del sovradosaggio, ma non è nemmeno sufficiente a proteggere la struttura dei denti dalla carie. In altri Paesi come gli Stati Uniti, si registrano casi di sovradosaggio dovuti, al consumo di acqua fluorata e di preparati per l’infanzia addizionati di fluoro, come il latte artificiale. In Italia i casi di sovradosaggio sono estremamente rari non essendo prevista la fluorazione delle acque potabili, per cui si presume che la causa di una incontrollata assunzione di fluoro sia dovuta alla sua concentrazione in prodotti specifici come il dentifricio, che invece di essere espulso, viene continuativamente ingerito dal bambino in dosi eccessive. In questi casi il rischio è quello di sviluppare fluorosi, ossia un’eccessiva incorporazione di fluoro all’interno del dente permanente in via di sviluppo che si manifesta con dei difetti della mineralizzazione dello smalto, ed il cui rischio si azzera dopo i 6-7 anni d’età, quando lo smalto dei denti è ormai formato. L’eccessiva assunzione di fluoro può, sempre in rari casi, raggiungere livelli di tossicità e causare nausea e vomito, oppure essere letale.
Si consiglia l’integrazione di fluoro durante i primissimi anni di vita, quando i denti decidui, ma soprattutto i permanenti possono subire dei danni irreversibili in seguito ad una dieta in genere ricca di zuccheri. Normalmente un bambino viene portato dal dentista intorno ai 5-6 anni di età; difficilmente i bambini vengono portati in uno studio odontoiatrico prima di quella età e nei primi anni di vita l’unica figura di riferimento è in genere il pediatra, che deve valutare il fabbisogno di fluoro anche laddove le Linee guida italiane non forniscono un’indicazione, come per la fascia d’età compresa tra 0 e 6 mesi.
In Italia, l’unico modo attraverso il quale un bambino potrebbe assumere una quantità notevole di fluoro è attraverso il dentifricio. In genere si verifica che la valutazione dell’apporto di fluoro attraverso nutrimento porta quasi sempre a verificare una situazione di carenza: l’acqua pubblica è povera di fluoro, le acque oligominerali consigliate per i bambini ne contengono pochissimo e la quantità introdotta con il cibo è minima; per questo, in Italia le Linee Guida indicano la necessità dell’integrazione. Per quanto concerne invece le aree geografiche vulcaniche la situazione è differente: è compito di ciascun pediatra informarsi riguardo all’esatta percentuale di fluoro contenuta nell’acqua pubblica della zona in cui abitano i propri pazienti. Sul sito delle diverse Asl è possibile reperire i bollettini periodici attraverso cui questi dati vengono resi pubblici e fare la propria valutazione.
Esistono oggi giorno ancora casi di carie diffuse nei piccoli pazienti. Il loro numero è sicuramente inferiore rispetto a qualche anno fa, e si tratta in genere di bambini a cui vengono lasciati il succhiotto o il biberon troppo a lungo e i cui genitori non hanno informazioni adeguate riguardo a come mantenere i denti in salute. Io penso che la salute orale infantile sia un ambito in cui risulta evidente la necessità di un approccio multidisciplinare, in cui sono necessarie le competenze e l’intervento congiunto del pediatra e dell’odontoiatra.
Ma qual è il limite massimo assumibile di fluoro, visto che la legge non è chiara? Visto che la quantità di fluoro che causa tossicità è 8 mg per chilo di peso corporeo, per quantificare il livello di assunzione di fluoro, occorrerebbe che i genitori in accorso con il loro pediatra ed odontoiatra valutassero una serie di fattori, quali area geografica di appartenenza, in quanto in alcune aree vulcaniche della Campania e della Sicilia, l’acqua che esce dai rubinetti e con cui si lavano e cucinano i cibi è la più ricca di fluoro; come la tipologia delle acqua minerali.
Che il fluoro sia una risorsa contro la carie è oramai assodato, ma questa stessa sostanza può diventare un problema se assunta in maniera eccessiva. L’alimentazione e gli stili di vita dei bambini di oggi sono profondamente cambiati rispetto a quelli dei loro padri.
La normativa italiana, ma anche le Linee guida o i dati in letteratura non sono sufficienti ad aiutare i professionisti a determinare quanto fluoro far assumere al piccolo paziente.
Nel caso dell’acqua, una delle raccomandazioni inserita nelle Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva pubblicate dal Ministero della Salute nell’ottobre 2008 indica che la “fluoroprofilassi deve essere consigliata per tutti i soggetti in età evolutiva con acqua a basso contenuto di fluoro (< 0,6 ppm)”. Ma qual è la presenza di fluoro “nell’acqua minerale acquistata al supermercato? Il DL del 2 febbraio 2001, relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano”, impone un limite di fluoruri nell’acqua potabile del 1,5 mg per litro e un massimo assimilabile in 5 mg/l. Il limite è ben superiore a quanto indicato dalla normativa Usa.
Oltre all’acqua, c’è poi l’alimentazione dove è ancora più difficile da determinare la quantità di fluoro assimilato: l’Oms indica che mediamente l’assunzione di fluoro non medicale nei Paesi occidentali nel 2006 è da 0,6 a 2,5 mg al giorno fino ai 4 anni, da 0,7 a 2,1 mg dai 5 agli 11 anni e da 2,2 a 4,1 mg dai 20 ani in su.
Poi, si deve anche considerare l’assunzione di fluoro rilasciato dal dentifricio o da qualsiasi altro strumento per l’igiene orale. Anche in questo caso bisogna stare attenti a quanto pubblicato sull’etichetta indipendentemente dalla dicitura junior. Alcuni di quelli consigliati per l’utilizzo da parte dei bambini sotto i 6 anni hanno una concentrazione di fluoro superiore ai 500 ppm raccomandati.
Insomma un giungla in cui per ovviare pareri contrastanti si consiglia di seguire le Linee Guida Ministeriali, ed il proprio buon senso, ricordando sempre che occorre ridurne il rischio di assunzione eccessiva attraverso l’ingestione.

Scritto da:
Dott Stefano Montironi
il 5 luglio 2011
Il Dott. STEFANO MONTIRONI, nasce il 26 luglio 1968.
Dopo la maturità professionale come Odontotecnico, si laurea brillantemente con lode alla Facoltà di Odontoiatria di Bologna. Segue l’impegno presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze sia con il ruolo di Ufficiale odontoiatra, sia come responsabile della formazione dei nuovi allievi Ufficiali. A Firenze collabora con i studi dentistici di fama nazionale. Il completamento professionale si compie con il Diploma in Chirurgia parodontale dell’Università di Goteborg.
Persona curiosa ed amabile, amplia costantemente i propri interessi prestando attenzione in modo specifico all’inquinamento degli amalgami dentali e la loro rimozione in modo protetto.
Recentemente ha strutturato un progetto dedicato ai più piccoli: “Educazione all’Igiene orale”, che si è svolto presso numerosi asili per l’infanzia, che si propone attraverso il gioco la favola e d il disegno di rendere consapevoli anche i bambini del concetto di salute orale.
Privatamente l’interesse per la storia dell’arte e la filosofia lo hanno spinto a conseguire una seconda laurea presso la facoltà di Facoltà di Scienze dei Beni Culturali dell’Università di Urbino.
Stefano Montironi si rende disponibile per nuove collaborazioni, gratuite, con asili della zona.
Registrato presso l’Ordine dei Medici di Rimini con protocollo n° 191, opera presso il suo Studio Odontoiatrico di Rimini, in Via Dario Campana 6/e, Tel. 0541 774720 e-mail: info@montironi.it ; web: www.montironi.it

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